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  • 24.06.2018

Riflessioni di un chimico ribelle

Cosa dire di Simona Rivetta?

Io la definirei così: una bomba! Non ci credete? Andate in uno dei suoi innumerevoli spazi social e vedrete! Siccome ci conosciamo da sempre, ha avuto la gentilezza di chiedermi un’intervista. La trovate qui sotto ma anche sul suo sito internet che vi consiglio vivamente:  https://simonafunand50.it/ 

 

Riflessioni di un Chimico Ribelle

Cosa diresti alle frapococinquantenni, cinquantenni o appena cinquantenni, su come usare proficuamente la cosmesi?

Bella domanda!!! Cosa fare sul fare (ripetizione voluta) dei 50 anni?

Come ci si deve comportare quando l’esigenza di essere supergnocche e la battaglia per non diventare decrepite, si fa dura?
Secondo me i 50 sono un bella età e la “calma” che circonda maschi e femmine, è tale per cui un qualche bel “macchisenefrega” ci sta perfettamente, col mangiare, con il bere, con i capricci, con gli uomini e con le donne. Ovvio poi che in una società benestante, ci siano i mezzi o le illusioni dell’eterna giovinezza, da far pagare a caro prezzo.

Dove finiscono le promesse e dove inizia la realtà è un dilemma inestricabile ed io proprio non saprei come risolverlo ma posso, questo sì, dare alcuni elementi di riflessione.

Negli USA dei notissimi laboratori hanno fatto un’esperienza di questo tipo: in un incubatore hanno messo delle cellule epiteliali da sole e in un altro le stesse cellule ma in presenza di vitamina E (Alfa tocoferolo). L’osservazione della crescita e della vitalità dei due incubatoi ha portato a constatare che le cellule con vitamina E vivevano più a lungo. Il marketing si è impossessato della scoperta scientifica ed in breve tempo il tocoferolo si poteva rinvenire in qualsiasi merendina, bibita e addirittura sugli spaghetti (anche prodotti in Italia). All’epoca si sono fatti degli studi per capire l’ampiezza del fenomeno della vitamina anti vecchiaia o della vita eterna (??!!). A fronte di un consumo fisiologico giornaliero di tocoferolo di 10 milligrammi, i ricchi americani sono arrivati a dosi di 400 mg/die. Siccome quello che non serve viene espulso, ecco che gli amici d’oltre oceano facevano la pipì più cara del mondo.

Poi, decenni dopo, si è scoperto che l’ipervitaminosi, l’eccesso di vitamina E dava più problemi di quelli che si volevano risolvere. Ancora oggi ci sono decine di creme ed altre forme cosmetiche che propongono la Vitamina E in dosi massicce, il claim funziona ancora.

Tutto questo serve per dire che anche i claim più storicizzati, più sicuri, più logici, non siano poi così certi come ci è stato insegnato. Per questo motivo NON voglio e non mi interessa parlare del principio attivo del giorno. Non dirò che l’olio di Argan è miracolo perché non è vero! Non voglio essere quello che sdogana una cosa o una marca piuttosto che un’altra. Mi piacerebbe, questo sì, poter dare dei “piccoli consigli casalinghi” che non possano far male a nessuno e che al contrario diano veramente un aiuto reale alla nostra battaglia contro gli anni che passano. Se trovare questo mio ragionamento sottoscrivibile, bene, altrimenti fermatevi qui che magari ci sono cose più interessanti da fare nella vita.

 

Le creme sono tutte uguali!

Stupidaggine cosmica! Ma proprio no che sono tutte uguali. Avete poche cose da fare per capire se siete in presenza di una crema (una lozione, uno shampoo, un contorno occhi, eccetera) decente:

  • Controllare la composizione con il super EcoBioDizionario che trovate sul sito EcoBioControl.bio se ci sono troppi pallini gialli o addirittura rossi, lasciate perdere. Altrimenti potete proseguire.
  • Controllate che ci siano almeno 4 oli emollienti (che siano emollienti lo scoprite sempre usando l’EcoBioDizionario). Altrimenti la “copertura” della emulsione non sarà ottimale (oppure troppo grassa o troppo secca).
  • Dopo aver inserito la punta di un dito ed averlo estratto dalla crema, controllate la quantità di crema adesa al dito stesso. Se è poco o nulla siete in presenza di una crema tenuta su per miracolo, evitate di comperarla.
  • Infine provate sempre una crema (o un altro cosmetico) applicandone una piccola quantità dietro il lobo dell’orecchio e controllate se, nell’arco di 48 ore, non siano evidenziate delle reazioni allergiche.

 

Metto pochissima crema perché la mia pelle non ha bisogno di grandi cose.

Non solo la qualità del prodotto cosmetico è importante ma anche la quantità. Prendiamo una crema solare con fattore di protezione 10. L’idea che ho io consumatore è che sono 10 volte più protetto che se non usassi nessuna crema. In un certo senso è vero (la questione in realtà è un pochino più complicata) ma solo se le condizioni di applicazione dell’emulsione siano le stesse utilizzate nel metodo di misurazione dell’spf stesso. Ora se prendiamo le condizioni standard ed applichiamo sul nostro corpo la quantità di crema equivalente scopriremmo che, per un peso corporeo medio, servono 32 – 35 grammi di crema per avere veramente la protezione 10.

Se si vuole che una crema faccia il suo lavoro se ne deve usare la quantità “giusta”.

 

Quanto è la quantità di crema che devo usare?

Qui la risposta è facile! Non c’è nessuno come la propria pelle che sappia rispondere meglio. La pelle sa prendere quello che gli serve e lascia perdere quello che è superfluo. La pelle “chiede” emollienti o idratanti, la pelle ci parla. A noi lo sforzo di ascoltarla e capirla. E’ più facile di quello che sembra.

 

Qual è il modo migliore per applicare una crema?

Con movimenti circolari? Massaggiando? Picchiettando? Niente di tutto questo! Il segreto per avere il maggior effetto cosmetico è di applicare l’emulsione su pelle umida, bagnata! La frazione oleosa della crema spingerà dentro la pelle l’umidità e farà la cosa più importante per le 50enni cioè idratare.

Sì per la vera cura di bellezza è molto semplicemente questa: Idratare, poi idratare ed infine idratare la pelle.

Un pelle idratata a dovere sarà turgida, elastica e tonica e magari vi farà sentire esattamente come quella supergnocca che abita in fondo al vostro animo. E ricordate che le donne sono tutte splendide, tutte!

 

E gli uomini?

L’uomo ha poche esigenze infatti usa meno della metà di prodotti cosmetici rispetto al gentil sesso, ma quando ne usa ne usa molto ma proprio tanto. Un errore grave è di mettersi il profumo direttamente sulla pelle così, se devi avere delle reazioni allergiche, le AVRAI!

Dopo aver fatto la barba (prassi che non ho mai adottato) l’uomo “duro” si risciacqua a malapena e si getta nel caos quotidiano, quello sciccoso si applica una crema che improvvisamente lo rende un adone mentre l’uomo intelligente prende uno schizzo di detergente intimo (uno qualsiasi) e si lava la faccia.

Perché? Perché un detergente intimo, anche il più scalzacani dei formulatori, lo farà a pH acidulo e questa leggera acidità è quello che serve per riportare il pH delle pelle al suo valore fisiologico. Il sapone da barba ha un pH attorno al 9, l’intimo è a pH 4 e così il risultato finale sarà di una pelle con pH 5,5 – 6 e cioè proprio il livello naturale.

 

Ciao e alla prossima

Fabrizio Zago

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