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  • 23.03.2020

Igienizzazione delle superfici

Igienizzazione delle superfici in emergenza da Coronavirus

Nei giorni scorsi ci siamo soffermati sulla auto produzione di Gel igienizzante per le mani. La necessità di disinfettare però non si possono e non si devono limitarsi alle mani, anche l’ambiente in cui viviamo deve essere tenuto sotto controllo.

Molte persone mi chiedono come e cosa fare per igienizzare l’ambiente in cui viviamo o in cui lavoriamo. Ecco alcune semplici indicazioni per affrontare e risolvere il problema.

La prima considerazione da fare è capire perché è necessario disinfettare le superfici dell’ambiente di vita. Una nota rivista, New England Journal Of Medicine, ha pubblicato, in questi giorni, uno studio dal titolo inequivocabile: Air, Surface Environmental, and Personal Protective Equipment Contamination by Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) From a Symptomatic Patient. Per chi lo desidera l’articolo è consultabile a questo indirizzo: https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2762692

Da studi come questo e raccogliendo i pareri degli esperti, l’Istituto Superiore di Sanità ha emesso delle linee guida molto precise. Ripeto che queste indicazioni ufficiali sono state assolutamente rispettate e seguite per quanto riguarda il gel alcolico. Per le superfici dure invece l’ISS definisce alcuni aspetti molto importanti:

  • Non vengono consigliati i prodotti a base di Sali d’ammonio quaternario perché questi prodotti, i vari “Form” hanno bisogno di tempo, almeno 30 minuti, per agire. Io aggiungo anche che a queste molecole i microrganismi si possono abituare, cioè esattamente come avviene per gli antibiotici usati per gli umani, si possono selezionare dei ceppi resistenti.
  • L’ISS consiglia un solo sistema di disinfezione e questo sistema è basato su ipoclorito di sodio. Questa sostanza è molto inquinante e crea dei composti clororganici molto stabili cioè praticamente non biodegradabili. Ma siamo in una situazione di grave pericolo e non si può rinunciare ad una sostanza facilmente reperibile, economica, estremamente efficace e che ha un meccanismo d’azione a cui germi, batteri e virus NON SI POSSONO ABITUARE. Quindi si devono usare i formulati a base di ipoclorito di sodio.
  • E’ necessario distinguere tra grandi superfici (pavimenti, scale, entrate, poggioli e davanzali eccetera) e piccole superfici (Maniglie delle porte, corrimano, giocattoli, mouse del PC, cellulari e computer ….) hanno bisogno di un igienizzante ed un sistema di applicazione, con caratteristiche diverse.
  • Le grandi superfici possono essere lasciate asciugare senza risciacquo mentre le piccole vanno almeno asciugate con carta o risciacquate. Basta pensare ad un giocattolo per bambini, bambini che mettono spesso i giocattoli in bocca.

Formulazione per Grandi Superfici: Si deve acquistare una normale candeggina al supermercato, non prendete né il primo prezzo né la più cara, rimanete su un prodotto medio. A questo punto prendete un secchio, assolutamente in plastica non in metallo, e metteteci dentro 3 litri circa di acqua del rubinetto. A questa acqua aggiungete un bicchiere da cucina, pieno di candeggina (la soluzione finale sarà circa allo 0,1% di cloro attivo). Potete anche aggiungere due cucchiai di detersivo per pavimenti al fine di aumentare la penetrazione della soluzione igienizzante anche negli interstizi più reconditi. Evitate il contatto con qualsiasi metallo, i metalli ed il ferro in particolare, non ama l’ipoclorito di sodio che, in presenza di ioni ferro, si decompone velocemente.

Non risciacquate perché più tempo la soluzione disinfettante rimane attiva, sulla superficie dura, meglio è!

Questa preparazione è instabile e quindi si deve preparare di volta in volta secondo le necessità.

Formulazione per Piccole Superfici ed Oggetti: Si utilizza sempre la stessa candeggina ma la diluizione è più bassa. Cioè si deve usare un bicchiere di candeggina in mezzo litro di acqua di rubinetto (la soluzione finale conterrà circa lo 0,5% di cloro attivo). Anche in questo caso un cucchiaino di detersivo piatti aiuta la distribuzione del prodotto.

Questo formulato, più concentrato del precedente deve essere utilizzato usando assolutamente i guanti e gli occhiali. Le finestre devono essere aperte.

Per gli oggetti certamente resistenti all’ipoclorito, come un oggetto in plastica, si può spruzzare il liquido direttamente sull’oggetto, lasciarlo agire per almeno un minuto e asciugare/risciacquare. Per gli oggetti elettrici, come pulsantiere di ascensori, personal computer, cellulari eccetera, invece è preferibile bagnare della carta monouso e passare con quella sulle superfici. In questo modo si eviteranno i cortocircuiti.

Questa soluzione rimane attiva per due/tre giorni, oltre deve essere rifatta da zero.

L’acqua ossigenata e l’acido peracetico sono ottimi disinfettanti ma molto pericolosi nella loro manipolazione. Non voglio contribuire in nessun modo ad eventuali incidenti domestici, quindi non ne parlerò. Spero che comprenderete questo mio atteggiamento.

Infine un consiglio importante: uccide più virus un po’ di serenità e rimanere chiusi in casa che una tonnellata di candeggina.

Fabrizio Zago

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