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  • 01.05.2020

Coronavirus: igienizzare le superfici con l’ipoclorito

Coronavirus: igienizzare le superfici con l’ipoclorito

Molte persone mi chiedono come igienizzare l’ambiente in cui viviamo e/o lavoriamo. Seguono, quindi, alcune semplici indicazioni.

La nota rivista New England Journal Of Medicine ha pubblicato, in questi giorni, uno studio dal titolo: Air, Surface Environmental, and Personal Protective Equipment Contamination by Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) From a Symptomatic Patient. Per chi lo desidera, l’articolo è consultabile a questo indirizzo: https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2762692. Da studi come questo e raccogliendo il parere degli esperti, l’Istituto Superiore di Sanità ha emesso delle linee guida molto precise e ha fornito alcune importanti indicazioni per le superfici dure. Non vengono consigliati i prodotti a base di Sali d’ammonio quaternario (i vari “Form”), perché questi hanno bisogno di tempo per agire (almeno 30 minuti) e, aggiungerei, a queste molecole i microrganismi si possono abituare, cioè possono emergere dei ceppi resistenti. Un sistema di disinfezione consigliato è quello basato sull’ipoclorito di sodio (per altri metodi, si rimanda all’articolo Sintesi dei metodi di igienizzazione consigliati, nella sezione Magazine del sito). Questa sostanza è molto inquinante: crea dei composti clororganici molto stabili cioè non biodegradabili ma è, allo stesso tempo, economica, efficace, facilmente reperibile e caratterizzata da un meccanismo d’azione a cui germi, batteri e virus non possono abituarsi. Dunque, sta a noi decidere se impiegarla nella grave situazione in cui ci troviamo, fermo restando che ci sono valide alternative, come ad esempio l’alcool (meglio se alimentare), per le quali si rimanda all’articolo già richiamato sopra.

Innanzitutto, occorre distinguere tra superfici grandi (pavimenti, scale, entrate, ecc.) e piccole (corrimano, cellulari, giocattoli, ecc.), poiché necessitano di procedure differenti. Le grandi superfici possono essere lasciate asciugare senza necessità di risciacquo, mentre le piccole vanno risciacquate o, almeno, asciugate con carta. Se pensiamo al fatto che, ad esempio, un bambino potrebbe mettersi un giocattolo in bocca, comprendiamo una possibile ragione di tale cautela.

 

Formulazione per Grandi Superfici

Si deve acquistare una normale candeggina al supermercato, un prodotto dal prezzo medio va benissimo. A questo punto, si prende un secchio di plastica, assolutamente non di metallo, si versano al suo interno circa 3 litri di acqua del rubinetto e si aggiunge un bicchiere di candeggina (la soluzione finale conterrà circa 0,1% di cloro attivo). Si possono anche aggiungere due cucchiai di detersivo per i pavimenti, al fine di aumentare la penetrazione della soluzione igienizzante anche negli interstizi più reconditi.

Occorre evitare il contatto con qualsiasi metallo: i metalli, il ferro in particolare, non amano l’ipoclorito di sodio che, in presenza di ioni di ferro, si decompone velocemente. Non bisogna risciacquare, perché più tempo rimane attiva sulla superficie la soluzione disinfettante, meglio è. Questa preparazione è instabile e quindi si deve preparare di volta in volta, secondo la necessità.

Formulazione per Oggetti e Piccole Superfici

Si utilizza sempre la stessa candeggina ma la diluizione è più bassa. Si diluisce un bicchiere di candeggina in mezzo litro di acqua del rubinetto (la soluzione finale conterrà circa 0,5% di cloro attivo). Anche in questo caso, un cucchiaino di detersivo per i piatti aiuta la penetrazione del prodotto.

Questo formulato, più concentrato del precedente, deve essere utilizzato usando i guanti e gli occhiali e tenendo le finestre aperte.

Per gli oggetti certamente resistenti all'ipoclorito, come quelli in plastica, è consigliabile spruzzare il liquido direttamente sopra, lasciar agire almeno un minuto e risciacquare o asciugare. Per gli oggetti elettrici, come pulsantiere di ascensori, personal computer, cellulari, ecc., è invece preferibile bagnare della carta monouso e usare quella, in questo modo si eviteranno cortocircuiti.

Questa soluzione rimane attiva per due-tre giorni, oltre questo periodo occorre procedere con una nuova preparazione.

 

Vi saluto ricordando che rispettare le regole, cercando di mantenere la calma, è più utile di una tonnellata di candeggina!

 

Fabrizio Zago

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