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  • 29.11.2018

Olio di Palma contributo di Elena

Elena è rimasta colpita dalla prima parte della nostra discussione sull'Olio di Palma e sulle problematiche inerenti. Ha deciso di dare il suo contributo e di questo la ringraziamo. Eccolo:

 

Olio di Palma, ulteriori Commenti

Parliamo di olio di palma evitando di riportare i vantaggi e gli svantaggi che sono presenti in ambito alimentare, in quanto il discorso è assai complesso (www.efsa.europa.eu, www.slowfood.it) e vi sono già tante pubblicazioni di varia natura a riguardo ricordando però che la quota della produzione riservata a questo ambito è quella nettamente preminente rispetto al mercato della cosmesi e anche a quella dei carburanti.

Come detto in un precedente magazine, una parte consistente di olio di palma oggigiorno deriva da piante geneticamente modificate, rese più basse per facilitarne la raccolta, nessun’ altra sostanza oleosa fornisce lo stesso rendimento in rapporto alla quantità di ettaro coltivato. L’Olio di palma detiene il primato in termini di volumi prodotti (39%) rispetto a tutti gli altri olii commestibili. La maggior parte della produzione avviene in nazioni del sud est asiatico (Indonesia, Malesia, Thailandia, Papa Nuova Guinea) e in altre nazioni sottosviluppate o in via di sviluppo.

In ambito cosmetico la lavorazione avviene a temperatura ambiente: per costruire alcune sostanze chimiche ad uso emulsioni, non è necessario arrivare ad elevate temperature (diversamente dalle lavorazioni alimentari, in cui al salire delle temperature si incrementano i contaminanti di processo. Rif. www.otalombardialiguria.it, www.efsa.europa.eu ). La esterificazione in posizione alfa si fa a temperatura bassa. A quel punto l'olio di palma viene tramutato in metilestere, sostanza che anche se poi portata ad alte temperature (per necessità di lavorazione) non presenta controindicazioni. Si può quindi affermare che in ambito cosmetico e detersivistico non vi siano pericolosità particolari.

L’olio di palma è inoltre utilizzato per farne biodiesel, o bruciato per produrre energia elettrica; è sì una risorsa rinnovabile ma le emissioni di CO2 per calore prodotto sono doppie rispetto all’olio di soia e il quadruplo rispetto a quelli da olio di colza e girasole. (rif. rapporto del 2015, richiesto dalla Commissione Europea ad un consorzio di enti di ricerca coordinati dall’International Institute for Applied Systems Analysis).

L’olio di palma è, tra i similari olii, quello più economico, versatile e stabile nelle fasi di lavorazione, tuttavia la crescente domanda sta influendo drasticamente su aspetti etico-sociali e ambientali: per creare nuove piantagioni vengono eliminate grandi quantità di foreste equatoriali e i relativi terreni torbosi; gli altri olii vegetali, che per biodiversità dovrebbero essere mantenuti ai giusti livelli, stanno soccombendo; si facilita il fenomeno del “land grubbing” (accaparramento delle terre, rif. Rapporto FOCSIV giugno 2018) con la falsa speranza di portare ricchezza nei paesi sottosviluppati, quando invece le condizioni lavorative ed economiche dei contadini peggiorano impoverendo con la monocoltura delle zone ricchissime di biodiversità e necessarie all’intero sistema terra.

Alcune ditte produttrici si sono associate nel RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil, ovvero Tavola rotonda per l'olio di palma sostenibile) organizzazione agricola nata con l'obiettivo di promuovere la crescita e l'uso di prodotti di olio di palma sostenibile attraverso standard globali e credibili, tuttavia a detta di altre organizzazioni non governative, che non hanno coinvolgimenti economici, l’operato del RSPO non è sempre credibile, e al suo interno bisogna discernere anche le singole azioni intraprese dai suoi componenti.  Un’altra realtà associativa è il POIG (Palm Oil Innovation Group) di cui fano parte anche Greenpeace e WWF, associazione creata per l’impegno a ottenere un olio di palma innovativo da più punti di vista.

Alla luce delle informazioni raccolte non è semplice decidere di acquistare un prodotto contenente olio di palma che possa essere in accordo sia con le nostre necessità personali sia con una scelta etica, sociale e ambientale.

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