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  • 01.06.2018

La MCS è una cosa seria. La nostra risposta scientifica ad un articolo fuorviante.

La MCS è una cosa seria. La nostra risposta scientifica ad un articolo fuorviante.

 

Una carissima frequentatrice del nostro spazio EcoBioControl, Donatella, che soffre di Sensibilità Chimica Multipla, ci ha segnalato un articolo in cui si parla di candele.

L'associazione AMICA, che raccoglie le persone colpite da MCS (Sensibilità Chimica Multipla), è rimasta abbastanza sconcertata per il modo in cui viene trattato un problema che affligge quotidianamente la loro vita, cioè la sensibilità elevata alle sostanze chimiche presenti nell'ambiente, in particolare a profumi e sostanze volatili, quindi anche quelle emanate da candele profumate.

Innanzitutto, per difendere queste ultime si sono chieste risposte ad uno dei loro più grandi produttori su scala mondiale, ovvero la “Yankee Candle Company”, riportando informazioni tratte dalla loro comunicazione aziendale, che evidentemente non sono una fonte imparziale dove si potrebbero eventualmente trovare dubbi o perplessità.

In modo del tutto ascientifico viene paragonata la fuliggine prodotta bruciando una candela a quella prodotta da un tostapane da cucina . Nessuno, dico nessuno, dotato di un minimo di spirito scientifico potrebbe mai dire una cosa simile: le sostanze sono completamente diverse, in un tostapane si brucia del pane cioè un polimero vegetale (evito di riportare la struttura chimica ma molti miei amici lo possono fare), mentre bruciare del petrolio è tutt'altra cosa. Le temperature sono diverse, le molecole sono diverse, eccetera eccetera. Si è voluto fare un paragone con un oggetto rassicurante come un tostapane, ma completamente inappropriato.

La combustione di una candela avviene a temperature relativamente basse e quindi a parte mille altre sostanze, certamente anidride carbonica e ossido di carbonio sono presenti in grande quantità.

Le candele possono essere gradevolissime ed anche i profumi (per chi li sopporta) ma l’informazione deve essere fatta in maniera completamente diversa, dando dati e non impressioni che non reggono neppure la logica.

L'articolo affronta poi l'argomento oli essenziali, iniziando con affermazioni come “mai esporre direttamente i bambini agli o.e., evitare che vengano a contatto con le loro mucose e areare i locali in cui si utilizzano.” Ma questo non corrisponde a NON usare OE? O non usare quelli per cui ci sono dubbi e mancanza di informazioni?

Proseguendo troviamo poi un'altra scorrettezza evidente, quando alla domanda: ”tra ingredienti il citrus bergamia che etichetti con un pallino rosso. Perché? È dannoso per la salute, per l’ambiente o per quale altro motivo?” viene risposto che “Si tratta di allergeni del profumo che possono scatenare eruzioni cutanee in individui predisposti e sensibilizzare la pelle.”

Segnaliamo che il “Citrus bergamia” è un estratto di una pianta, NON un allergene. Semmai ne contiene. Ripetiamo: il citrus bergamia è un estratto di pianta, NON è un allergene.

Per fortuna siti, giornali e altri media che sanno e vogliono dare spazio alle problematiche di chi soffre di Sensibilità Chimica Multipla, ma anche semplicemente ad una ricerca mirata a non portarci in casa più inquinamento di quello che già normalmente circola, esistono.

Noi ne facciamo parte e continueremo a lavorare per diffondere il più possibile verità scientifiche, anche se scomode ai più.

Come fanno le persone serie Donatella ha chiesto alla redazione del sito in questione di rettificare e di dare le informazioni SCIENTIFICHE che trovate qui sotto, ma dopo oltre un mese non c’è stata nessuna risposta.

Per questo motivo pubblichiamo noi su EcoBioControl il testo che avrebbe dovuto, anche secondo le più elementari leggi sull’editoria, essere già stato pubblicato.

Il testo è pieno di riferimenti scientifici, studi, dati. Un testo che suggeriamo di leggere a tutti, perché le informazioni circolino il più possibile.

Un caro saluto a tutti i lettori con spirito critico,

Fabrizio Zago

SCARICA QUI L'ARTICOLO DI AMICA

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