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  • 16.09.2017

Il percorso di approvazione EcoBioControl

Il Vecchio BioDizionario sparisce ed al suo posto nasce EcoBioControl

 

Approvato da EcoBioControl

 

La domanda è assolutamente lecita: ma serve veramente un nuovo logo eco-bio-logico?

E la correttezza della questione è supportata da EPA, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente USA, un Ente piuttosto importante. EPA ha contato 463 etichette ecologiche (sommando quelle europee forse riusciamo a metterne assieme anche di più).

Mi sono chiesto, molte volte, se veramente servisse la 464esima e spinto da molti amici, clienti e distributori, sono giunto alla conclusione che sì! Ci vuole il bollino “Approvato da EcoBioControl”, appunto l’evoluzione del vecchio BioDizionario.

 

Chi mi conosce e conosce il lavoro, gratuito e costante, che ho fatto con il BioDizionario in questi quasi vent’anni, sa che a me piace molto essere chiaro e trasparente. Rinuncio volentieri al denaro, ma non alla mia dignità ed alla mia professionalità.

Molto chiaramente, dunque, quello che va detto è che in Italia e forse anche in Europa, manca uno strumento di omologazione semplice, economico e che non sia disponibile solo a chi ha delle risorse, economiche e personali, importanti. Oppure a chi si vuole avvicinare a questo mondo senza la necessità di sottostare a diktat velenosi del tipo “entro tre anni il 51% dei tuoi prodotti deve essere certificato”.

 

No, io immagino il mio mondo e l’ambiente in cui si sviluppa, come una grande casa.

La porta di questa casa è molto larga e sempre aperta.

Chiunque può entrarci attraverso il logo “EcoBioControl”. Una volta entrati ci si trova al piano terra e lì si può rimanere quanto si vuole. Si avrà una “approvazione” come minimo comune denominatore ECO-BIO.

Ma poi ci sono i piani e le stanze superiori. In questi locali si può incontrare SKINECO la certificazione EcoDermoCosmesi (e non solo cosmesi) che garantisce un aspetto che il EcoBioControl, da solo, non può garantire e cioè il valore dermatologico del prodotto.

E si può continuare con altri schemi di certificazione attualmente allo studio.

Insomma EcoBioControl è e rimarrà un primo passo serio, accessibile e poco impegnativo, ma che apre le porte ad un mondo intero. Assieme possiamo andare ovunque.

 

 

Chi c’è dietro il logo EcoBioControl?

 

In primis ci sono io, Fabrizio Zago, in quanto fondatore e gestore del sito dall’anno 2000 ad oggi.

La presentazione del sito diceva che la classificazione delle oltre 5000 sostanze catalogate, era il “mio personale punto di vista” e questo ovviamente ha limitato di molto l’ampiezza scientifica dei contenuti, ma mi ha evitato molte querele. Rimanendo a piede libero ho potuto continuare la mia opera divulgativa. Che sia stato un bene o un male non sta a me dirlo.

Quello che invece posso dire oggi è che non sono assolutamente più solo e che un qualificatissimo “Comitato scientifico” si è costituito, NATURALMENTE, attorno al BioDizionario prima e a EcoBioControl adesso.

Cito solo alcuni componenti, pregando chi si sente escluso di non aversene a male. Ma devo assolutamente menzionare Peter Malaise di AsSust per il tocco leggero ma granitico, ferreo con cui affronta la vita e la scienza, non distinguendo l’una dall’altra. Pucci Romano, Presidente di Skineco che apporta la componente “Dermo” a questa nostra branchia del sapere. Senza di lei e dei suoi colleghi, finiremo per considerare come eccellenti delle creme, ad esempio, che sono belle solo come INCI, ma che NON funzionano o peggio che rovinano la pelle.

Marco Valussi, l’uomo che sussurra alle piante. Senza il suo contributo la parte botanica del BioDizionario sarebbe spenta.

Sentiamo anche l’affetto ed il sostegno di Mario Zappaterra e poi di tutti i miei collaboratori che oltre che sopportarmi mi tengono sulla retta via scientifica e non.

Il BioDizionario adesso è qualche cosa di più, è diventato EcoBioControl uno strumento che svolge un ruolo diverso che nel passato. Preferisco, per il momento, continuare a sostenere che si tratta del mio personale pensiero, in attesa di strutturare la base scientifica in maniera solida. Così anche chi si è roso il fegato dall'invidia e non trovando nulla di meglio da fare che copiare una lista di sostanze ed il loro giudizio, troverà pace perché adesso c’è una “struttura” da considerare e non solo quello che dice un estremista dell’eco-bio.

 

 

Come si ottiene il logo “Approvato da EcoBioControl?”

 

Si va alla sezione documenti, si scarica l’apposito modulo e lo si compila. Una volta che il Comitato Scientifico lo ha preso in carico ed analizzato i contenuti, verrà inviata una lettera con i parametri di accreditamento: numero e data di registrazione, lista dei prodotti omologati eccetera.

La concessione NON si occuperà minimamente di tutti gli aspetti già regolamentati dal Regolamento Cosmetici vigente (1223_2009 e successive modifiche). Non spetta a noi occuparsene, deve farlo l’Autorità nazionale ed europea, noi non vogliamo né possiamo sostituirci ad essa.

Ci sono invece alcune regole imprescindibili che dovranno essere rispettate e che si trovano descritte nella sezione “Etichettatura eco-bio”.

Sulla base del fatturato realizzato con i prodotti “Approvati” si dovrà versare una piccola percentuale che ci servirà a pagare le spese correnti, come la realizzazione di questo sito che state leggendo. La somma sarà decisa di volta in volta considerando le dimensioni aziendali, il numero di prodotti da approvare eccetera. Non esiste un “listino” ma solo una base su cui ragionare assieme.

 

 

Chiunque può ottenere il logo EcoBioControl?

 

No! Questa non è una “certificazione” classica, ma uno strumento di “approvazione” privato ed indipendente. Il Comitato di Certificazione deciderà, di volta in volta e preventivamente, se una ditta può avere o non avere il logo motivando questa decisione.

EcoBioControl è un riconoscimento al valore appunto eco-bio-logico di un prodotto e dunque pienamente “etico”. Se in una azienda il titolare guadagna più di 10 volte lo stipendio del suo carrellista, c’è qualche cosa che non va e la Ditta non otterrà mai il logo BioDizionario.

Decine di aziende “Ecofurbe” (o Biofurbe) tristemente note, possono risparmiare il loro tempo, non gli verrà concesso nulla, anzi.

 

Solo chi ha tutti pallini verdi può essere accreditato?

 

Assolutamente no! E’ per questo che le ricette qualitative devono essere trasmesse al Comitato, per essere valutate a fondo. Se un semaforo rosso è alla fine della lista INCI può anche essere accettato, non le sostanze a doppio rosso e se in alto della lista.

Vi è anche una serie di casi specifici. Cioè di aziende/prodotti che sono “in marcia” verso l’eco-bio, ma che non hanno ancora tutti gli strumenti a disposizione per raggiungere il livello di performance richiesto.

Questo è il caso tipico delle tinture per capelli. Non esiste nessuna tintura permanente completamente verde! Ma EcoBioControl può e vuole premiare con la sua “approvazione temporanea” quelle ditte che iniziano e portano avanti un percorso virtuoso di miglioramento formulistico. Si possono sostituire le molecole più pericolose con altre che lo sono meno eccetera. In questo modo si traccia un percorso viabile anche da altri attori. Il logo da utilizzare in questo frangente è distinto da quello classico.

 

 

 

Buoni e cattivi.

 

Una sezione di questo sito di approvazione eco-bio propone la distinzione tra “Buoni e cattivi” dove per cattivi si intende una lista motivata secondo il principio di “Eco (bio) furbi, no! Grazie”.

 

Chiunque creda di essersi imbattuto in un prodotto ecofurbo è pregato di segnalarcelo. Il Comitato valuterà la congruità della segnalazione e pubblicherà la segnalazione in forma totalmente anonima.

Allo stesso tempo esiste la pagina con la lista, in ordine di presentazione, dei prodotti approvati, possibilmente con la loro fotografia in modo che sia chiaro di quale prodotto si stia parlando. Il numero di registrazione dovrà, ovviamente, corrispondere altrimenti, cioè se si usa il logo senza averlo registrato, scatta la messa al bando immediata.

 

Licenza Creative Commons

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