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  • 12.06.2018

è la dose che fa il veleno

La pelle ed i Cosmetici Naturali

 

Quanto la nostra pelle abbia bisogno di cure lo dimostra l’ampiezza del mercato dei cosmetici.

D’altra parte mantenere in buono stato la nostra pelle è molto importante anche perché l’epidermide è uno dei più importanti “organi” del nostro corpo. E’ molto esteso ed è uno degli strumenti che il nostro corpo usa per “comunicare” con l’esterno.

 

Dicevamo del mercato e del suo successo. Se entriamo nei dettagli possiamo notare come in questi ultimi anni la cosmesi “naturale” ha assunto una importanza commerciale molto grande. I dati recenti mostrano come la cosmesi tradizionale sia cresciuta “solo” di circa il 2% mentre quella “naturale” del circa 20%. Tra i vari prodotti verdi le creme viso naturali toccano il livello del 18,66% dell’intero settore.

 

L’argomento base di questa esplosione deriva da una convinzione assoluta che la stragrande maggioranza dei consumatori considera come vera ed inconfutabile questa affermazione: “Qualsiasi cosa naturale fa bene”.

Naturalmente questa convinzione è falsa! la febbre da fieno dimostra che alcuni vegetali possono scatenare delle allergie anche molto serie, il curaro e la cicuta sono dei vegetali ma forse conviene evitare di avere contatti con queste sostanze.

Penserete che nessuno usa curaro e cicuta per fare delle creme o più in generale dei cosmetici. E’ vero! ma quante altre sostanze che sono, all’apparenza, buone e naturalissime e che possono fare male? Molte, purtroppo molte.

La nascente scienza della cosmesi naturale dovrebbe investire il successo di cui gode, nella ricerca delle giuste quantità di sostane naturali, quelle quantità che sono benefiche e che superati quei livelli sono dannosi.

 

A questo concetto fasullo dunque occorre che ognuno di noi consideri un altro principio “E’ la dose che fa il veleno !”

Chiariamo subito che questa frase non è farina del mio sacco ma di un signore, Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelsus (Paracelso in italiano) che da alchimista, astrologo e medico quale era, invento la cura delle malattie con i minerali.

A lui viene attribuita la frase che definisce una verità assoluta e che tutti noi dovremo tenere bene in evidenza.

In realtà molte sostanze sono benefiche se prese nelle dosi corrette e diventano dei veleni se si esagera. Il detto che “il troppo storpia” è, lo sappiamo tutti, assolutamente vero.

Su questo principio si basa l’intero mondo della medicina omeopatica che, meglio ricordarlo, si basa sulla cura di una malattia usando il fattore scatenante della malattia stessa e sollecitando il corpo umano a reagire.

 

 

Torniamo alle sostanze che possono dare dei problemi. Servono alcuni esempi per essere chiari.

Chi potrebbe sospettare che il bergamotto (il suo olio essenziale) faccia male? Eppure questo derivato naturale è fototossico e quindi se presente in una crema viso e se questo stesso viso fosse sottoposto all’azione dei raggi del sole, ecco che da un potenziale beneficio ricadiamo in guaio serio.

Si può andare anche oltre considerando ad esempio il retinolo (Vitamina A). Cosa c’è di meglio di una vitamina? Ebbene il retinolo molto usato in cosmetica si è rivelato molto irritante e la sua assunzione per via alimentare è addirittura deleteria. In gravidanza è fortemente sconsigliata qualsiasi dieta ricca di Vitamina A per i suoi temuti effetti teratogeni (malformazioni).

 

Eppure la cosmesi naturale è il presente e soprattutto il futuro. Scegliere sostanze naturali da fonti rinnovabili non solo preserva le risorse ma è realmente in grado di offrire benefici molto importanti.

Il mondo vegetale offre infinite possibilità al formulatore che può quindi risolvere dei problemi anche molto importanti.

 

I fitosteroli ad esempio hanno un potere disarossante (pelli sensibili, reattive, irritate) simile agli idrocortisonici cioè a dei farmaci.

Dalle alghe, Silybum marianum extract, si può ottenere della Phosphatidylcholine con effetto anti-age.

La pianta Ginkgo biloba Leaf Extract ci offre un principio attivo anti cellulite.

Dalla liquirizia si estrae il Glycyrrhetinic acid che è un efficace anti infiammatorio. Così come i flavonoidi dell’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.)

L’ Helichrysum italicum possiede azione antimicrobica.

I derivati del mais (Zea mais) ha proprietà idratanti e quelli del frumento (Triticum vulgare) possiedono caratteristiche anti tossiche.

 

L’elenco è infinito ed i benefici che si possono ottenere pure.

Tuttavia non dimentichiamoci l’importanza della scienza e della capacità del formulatore di dosare nel modo più corretto i principi attivi vegetali. Queste sostanze, insisto, sono talmente efficaci che devono essere impiegati in modo corretto.

Chi ci può garantire che lo siano? Risposta molto difficile. Ma alcune cose le possiamo dire: la prima è che è opportuno controllare sempre che il prodotto sia stato testato sotto controllo dermatologico. In questo modo sapremo che il prodotto è stato realmente testato su persone e che non ci sono stati fenomeni avversi gravi.

La seconda cosa da fare è acquistare un prodotto certificato. In questo modo sapremo che il produttore si sarà recato da un Ente di certificazione ed una Commissione lo ha esaminato dando il suo benestare alla commercializzazione.

Non tutti gli enti di certificazione si equivalgono ed anche in questo mondo non mancano i furbi (gli “ecofurbi”). Tra gli enti di certificazione più importanti segnaliamo certamente ICEA (Istituto di certificazione etico e ambientale) che annovera migliaia di cosmetici certificati principalmente nel nostro paese. C’è anche il CCPB. A livello europeo troviamo altre certificazioni degne di nota come Ecocert, BDIH, Soil Association, NaTrue e Cosmos. Chiunque trovi certificazioni diverse da queste diffidi! In genere si tratta di fabbricanti che usano un logo di fantasia o di una autocertificazione. Spesso, spessissimo si tratta di uno specchietto per le allodole che serve ad attirare i clienti ma che dietro non ha nulla. Quindi attenzione perché chi, come noi, siamo attirati dai cosmetici naturali e dunque facili prede di fabbricanti senza scrupoli.

Un altro modo per evitare di farsi imbrogliare è seguire questa rubrica. Come potete vedere non abbiamo peli sulla lingua e forniamo, nei limiti di questo strumento, indicazioni per diventare dei consumatori informati e coscienti.

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