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  • 28.09.2017

Discussione su Oli essenziali - profumi sintetici

Discussione sugli Oli Essenziali

 

da Fabrizio Zago » mar nov 17, 2015 7:00 pm

Ciao a tutti, io e Peter Malaise (grande estimatore di birre belghe, suonatore di cornamusa, "sostenologo" di chiara fama ma soprattutto un grande amico) ci divertiamo, di tanto in tanto a mantenere vivi i nostri neuroni con delle disquisizioni alle volte addirittura interessanti.

Trovo che Peter, a fronte di alcune mie osservazioni abbia trovato degli esempi, delle parole "giuste" per fare una fotografia dell'argomento in oggetto. Siccome io mi sono divertito molto a leggere le sue parole, le ripropongo anche a voi nella speranza che vi siano gradevoli come lo sono state per me.

 

Va bene, lo hai voluto tu e quindi adesso ti devi leggere le mie riflessioni:

 

Per quanto riguarda gli Oli Essenziali e altre sostanze utilizzate dall'uomo fin dall'inizio della sua storia, sono convinto che le cose sono un po' diverse da quell’ idea che generalmente accontenta tutti. Nel corso degli anni ho sviluppato un ipotesi che rende le cose molto più coerenti e comprensibili.

In primo luogo, noi attribuiamo agli animali delle facoltà chiamate "istinto", come quello che un animale sa automaticamente - senza realmente imparare - qual è la risposta giusta in una situazione specifica. A quanto pare, l'uomo ha perso questa capacità; si potrebbe anche dire che un bambino è inadatto alla vita, egli deve imparare. Un puledro neonato viene messo in posizione verticale e cerca il latte di sua madre nemmeno mezz'ora dopo la nascita. Un gatto cercherà sempre di prendere un filo di lana che gli facciamo danzare davanti agli occhi. L’uomo potrà dire di andare a quel paese te e il tuo dannato filo di lana. L’animale no, non può. Deve rispondere al suo istinto.

 

Si può pensare che l’uomo, agli albori della sua esistenza, possedesse alcune di queste facoltà che chiameremo “intuizioni”. Ma perse queste capacità a mano a mano che le proprietà intellettuali si sono sviluppate assieme alla sua intelligenza.

 

Credo che - soprattutto la natura (processi microbici, piante, animali) vivente - ha avuto la capacità di percepire sia un senso semicosciente, meditativo, non solo l'aspetto fisico di questi esseri viventi, ma anche che forma la loro qualità intrinseca, la specificità. Pertanto, si può immaginare che potessero essere distinti che - riciclo il tuo esempio - il curaro non è commestibile ed è anche molto pericoloso, ma è altrettanto vero che col curaro si può fare una medicina per alcuni disturbi.

 

Se ti ricordi di Ötzi, l'uomo preistorico del 3000 AC trovato in un ghiacciaio, non lontano da Bolzano nel 1991, egli aveva con se diverse erbe che corrispondevano a dei rimedi per le malattie di cui soffriva e che si sono potute riscontrare. Aveva ovunque dei tatuaggi sul corpo, 61 in totale. La maggior parte di questi tatuaggi si trovavano sui meridiani o punti dell’agopuntura assolutamente corrispondenti con quelle malattie di cui Ötzi soffriva (anche se l’agopuntura si sviluppò in Asia 2000 anni dopo Ötzi).

 

Tuttavia, immagino che non si possano sostenere le stesse tesi per i minerali – l’amianto che tu citi, ad esempio. Il mondo minerale (mettiamoci anche il fossile, che non è minerale), è la “natura morta”: riuscire a distinguere i benefici legati a quel mondo richiederebbe di possedere tutte le capacità di percezione.

Probabilmente ci sono stati solo pochi uomini che padroneggiano questa capacità - per esempio sciamani o guaritori. In ogni caso, l'uomo nel corso della storia ha usato principalmente sostanze classificate come natura vivente. Il minerale ricopriva, nella vita quotidiana, un ruolo secondario anche oltre il 1500.

 

Continuando col mio pensiero, devo sottolineare come lo sviluppo del materialismo nel 19 ° secolo e la sua negazione che c'è una realtà diversa dal mondo fisico, anche la capacità di comprendere alcuni fenomeni si è perso. In parallelo, la possibilità di capire certe pratiche storiche e le applicazioni si è perso anch’esso. Ma dobbiamo riconoscere che abbiamo conquistato una capacità di acquisizione di facoltà intellettuali che ci permettono di penetrare in profondità nel lato fisico-strutturale del mondo e dell'esistenza.

 

Torno agli Oli Essenziali. Sono convinto che gli uomini preistorici conoscessero abbastanza bene i rischi associati agli OE e li usavano con cautela - quantum satis. Loro non erano in condizioni di vita inquinata, isolati dalla natura, o esposti a una miriade di molecole create dagli esseri umani e sconosciute in questa natura, con situazioni e prospettive di vita e di un future condizioni di oscurità. Non erano quindi in condizioni di scombinare pesantemente il loro sistema immunitario. Anche se la durata della vita era molto più breve che adesso, sono stati costretti comunque a essere più o meno in equilibrio. Essi soffrivano di malattie, significativamente diverse dalle nostre.

 

Probabilmente non si sarebbero potuti ingannare, quanto potevano ancora percepire l'essenza delle cose.

Prendiamo ad esempio la salvia. Tra un olio essenziale di salvia ed un olio (all'odore di salvia) fabbricato dall’uomo, gli uomini primitivi non si sarebbero lasciati trarre in inganno.

Immagino che questa facoltà di percezione - oltre il nostro intelletto attuale - saranno riconquistati in futuro. A quel punto chi afferma che "non c'è differenza" avrà un dispiace perché la differenza sarà, gradualmente, visibile a tutti.

 

Non ho nulla contro gli sviluppi di nuove molecole da parte dell'uomo - ci sarà assolutamente bisogno per sopravvivere su questo pianeta, ma a condizione che questi sviluppi si collochino "nella logica degli ecosistemi", tra cui quello dell’antroposfera secondo il principio: “dalla culla alla tomba”.

Ciò diventa tanto più convincente se consideriamo che mai nella storia il pianeta ha avuto così tanti esseri umani come ora. Nessun sistema filosofico, tecnico, scientifico, religioso o politico ha le risposte ai nuovi problemi che si sviluppano in questa situazione. Dobbiamo quindi essere creativi e innovativi e avere un sacco di pazienza e empatia. Ed è per questo che c’è bisogno di persone come noi 

 

Ciò detto, non ho nulla contro i profumi sintetici a due condizioni:

1) che rispettino la massima salute e l'ambiente.

2) non si pretenda che siano "la stessa cosa".

 

Ohh credo che l’esplosione filosofica mi abbia preso la mano ma non potevo spiegarti i miei pensieri in un modo diverso. Purtroppo, questo tipo di scambi non sono mai abbastanza, considerando la difficile situazione in cui la società si trova.

Ma non è necessario che mi credi, questa è solo un'ipotesi, naturalmente.

Ciao

 

Peter Malaise

 

da Fabrizio Zago » lun nov 23, 2015 1:28 pm

Ho sollecitato Peter e lui ha abboccato al volo. Ecco cosa mi scrive sempre sullo stesso argomento, Buona lettura.

 

Ciao,

In primo luogo, per rendere le cose ancora più chiare: io non sono affatto favorevole all’imposizione degli oli essenziali o anche semplicemente per favorirli. Lo stesso vale per le sostanze natural-identiche. Tu ed io non lavoriamo, con i nostri clienti, per questo scopo.

Tuttavia si devono mettere dei limiti tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. Per fissare dei limiti si devono sviluppare delle norme e dei principi.

Questi devono necessariamente essere basati sulla salute umana da un lato e dell'ambiente dall'altro, in tutti i modi siano guidati dal principio di precauzione.

 

Ho studiato la lista che mi hai inviato, ma non vedo alcuna differenza essenziale con altri che abbia già considerato. Si potrebbe infatti fare una lista simile per le molecole di sintesi; ed è prevedibile che molte di queste molecole saranno allergizzanti.

 

Una cosa possiamo concludere da queste liste: alcune resine o balsami ricchi in oli essenziali sono stati utilizzati per secoli nella medicina popolare anche se apparentemente piene di allergeni. Ciò è dovuto principalmente al fatto che abbiamo iniziato guardando queste sostanze come aggiunte di singole molecole che sono a rischio. Hai mai visto, come la Lavanda officinale sintetizza il suo OE con 51 diverse molecole? In realtà, questo OE si forma durante la crescita e la fioritura nella pianta come una sostanza unica e singolare; e si può effettivamente per distillazione frazionata estrarre queste 51 molecole, ma non è la prova che la pianta abbia sintetizzato in questo modo, cioè una alla volta, queste molecole. Si deve considerare il fatto curioso che l'atropina sintetica usata dagli oculisti, può causare reazioni allergiche con alcune persone, mentre il succo della Belladonna (Medicina tradizionale) non ne ha mai date.

 

In questo senso, i Gargamella (quello dei Puffi ndt) della UE hanno cominciato a condannare gli OE, contro i rischi connessi, basandosi sui loro singoli componenti.

Ricordiamo Dr. David Istituto Pasteur di Parigi. Questo luminare ha condotto ricerche che hanno portato ai seguenti risultati:

1) Allergia (termine coniato nel 1905), che in origine non è una malattia, ma uno stato di protezione immunitaria (antibatterico, antiparassitario e da tempo noto antitumorale). Recentemente, questa idea è stata confermata nella rivista Nature (2012) e da un Congresso Allergologicum Collegium Internationale a Malta (2006).

2) un allergene non è altro che una banale proteina che si comporta da antigene verso tutti gli individui. Essa diventa un allergene in individui geneticamente predisposti e reagisce in modo diverso da persona a persona. Non ci sono allergeni in natura; è il corpo umano che converte una molecola non tossica, innocua per la maggioranza degli individui in un allergene.

 

C'è anche il dottor Zuberbier, capo allergologo dell'ospedale Charité di Berlino, che in una riunione ha detto: "Ogni individuo può avere un'allergia a qualsiasi sostanza su questo pianeta in qualsiasi momento della sua vita, e perdere questa allergia in seguito”.

 

Sono un rompiscatole vero?

 

Detto questo, torno alla frase d’apertura: io non sono favorevole a tutti i costi né agli Oli Essenziali né ai natural identici.

 

Ciao

 

Fabrizio Zago

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