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AUTOPRODUZIONE SAPONI PER LA PERSONA

AUTOPRODUZIONE SAPONI PER LA PERSONA

 

 

 

D:
Volevo inizialmente capire bene la questione del sale, cioè un pizzico di sale prima o dopo il nastro o nell'acqua dove sciolgo la soda ci va? Come agisce chimicamente?

 

R:

Secondo me il sale con la tecnica a freddo non serve assolutamente a nulla. Se invece lo si produce a caldo la salamoia è indispensabile per lavare il sapone e renderlo puro e ad alcalinità bassissima.


D:

Un sapone che sospetto sia troppo caustico rilavorato a caldo (magari con l'aggiunta di olio) ne può abbassare il grado?

 

R: Assolutamente no! Per abbassare il grado di causticità o si mette meno soda all'inizio (il famoso "sconto soda") oppure si lava il sapone a caldo con una salamoia.
Non c'è altra via.
Se usi la funzione cerca troverai certamente varie spiegazioni sulle diverse tecniche per saponificare.


D:

Vorrei cercare di capire come migliorare il risultato con la tecnica a freddo. Ho letto che si potrebbe aggiungere del sale da cucina per migliorare il risultato finale e ho fatto qualche ricerca in internet; questo è quello che ho trovato: “L’aggiunta di sale permette di abbassare il "valore dell'acqua libera" cioè quella effettivamente disponibile e non impegnata in legami con altre sostanze. Questa quantità di acqua del resto, è quella che permette lo sviluppo di microrganismi nelle varie formulazioni cosmetiche. Il valore dell'acqua libera si esprime in "aw" ovvero il rapporto tra la "tensione di vapore della soluzione" e la "tensione di vapore dell'acqua".
I saponi artigianali contengono una volta prodotti, dal 25 al 30% di acqua.
Durante l’essiccazione devono arrivare ad un contenuto di acqua del 8-10%, ma l’acqua che dobbiamo togliere, che è stata necessaria al momento della saponificazione, ora è legata solo parzialmente alla struttura del sapone, per cui nell'essicazione può essere liberata tenendo il sapone all'aria. Una volta che abbiamo ridotto al 10% il contenuto di acqua, questa sarà in parte ancora acqua libera; in questo caso possiamo ridurla ulteriormente ed assicurarci così la completa conservazione del sapone anche dall'irrancidimento.
Per ottenere ciò, possiamo aggiungere del cloruro di sodio (il comune sale da cucina) all'acqua in cui prepariamo il liquido caustico da aggiungere agli oli; questo sale, nella misura del 2,5% dell'acqua utilizzata, abbasserà ulteriormente il valore di "aw" facendo sì che il nostro sapone sia al sicuro nei processi di conservazione.
Questo accorgimento inoltre, ci aiuterà molto anche nell'ottenere un sapone più duro, in quanto anche la sua durezza è funzione dell'acqua libera”.

R:

 Le affermazioni che hai riportato hanno un fondo di verità ma anche delle imprecisioni enormi.
Ad esempio è priva di ogni fondamento l'affermazione "assicurarci così la completa conservazione del sapone anche dall'irrancidimento". Non è vero! L'irrancidimento NON dipende dall'acqua libera ma dalla natura delle sostanze grasse impiegate e dalla presenza di metalli pesanti.
Anche sulla pratica di aggiungere sale non sono d'accordo perché il sale irrita un po' ed io preferisco non usarlo.
Insomma io credo che non sia logico aggiungere delle sostanze se si può risolvere il problema alla base cioè saponificando come facevano i nostri antenati.

 

D: Quindi se ho ben capito non dovrei più avere problemi saponificando a caldo? Nel senso che non si squagliano nemmeno quando sono verso la fine? In tal caso credo proprio che proverò!

 

R: Confermo che la lavorazione a caldo garantisce il miglior sapone del mondo. Poi molto dipende dal tipo di sostanze grasse utilizzate ma certamente avrai il risultato migliore possibile.

D:

Ho creato i miei primi saponi con il metodo a freddo, ho incominciato con l'olio di oliva e ora sto miscelando anche olio di mandorla, cocco e burro di cacao, quelli più reperibili. La compattezza del sapone sembra buona, anche se in uno stampo, i saponi presentavano alcune variegature gelatinose (concentrazione di glicerina???). Quello che mi dà problemi è il colore. Per esperienza l'idrossido di sodio "mangia" il blu e il verde. Perchè uso colori che si usano per la pasticceria??? Ho letto qui l'aggiunta di acido citrico dal 1% max al 3% per non solo perservare il colore ma anche il sapone. Quando lo devo aggiungere di preciso? Non mi dà problemi poi con la riuscita della reazione????

 

R:
La domanda che mi sorge spontanea è "ma che bisogno c'è di colorare i saponi"?
Detto questo è vero che ci sono pochi coloranti che resistono all'alcalinità del sapone ed è anche questo il motivo per cui mi piacciono poco.


D:

 L’alcalinità di un sapone è un dato di fatto, ma mi chiedo un sapone di Marsiglia consigliato dalla maggior parte dei dermatologi, non è un prodotto della saponificazione dell'olio di oliva, quindi alta alcalinità? Il mio sapone ha una bassa percentuale di olio di mandorla e di cocco, olio di cocco per dare la famigerata schiuma solida (vi devo confessare che ancora parecchie persone se non vedono la schiuma non sono soddisfatte dal sapone, che sia sapone o sapone non sapone).
Credo che ci sia differenza dal sapone industriale e quello fatto artigianalmente: quello industriale, correggimi se sbaglio, è una miscela di tensioattivi già pronti, glicerina (credo max 1%) e profumo. Quello artigianale, e quindi fatto in casa, 75% carbossilati di sodio e 25% glicerina, profumo. Quello artigianale resta più delicato di quello industriale???
Un'ulteriore domanda: stechiometrica mente da un trigliceride saponificato ho tre parti di carbossilati e una di glicerina, nella pratica la glicerina rimane il 25% oppure parte viene "mangiata" (considerando che la reazione è completa)?

R:

 Fai molte osservazioni e quindi ti becchi molte risposte: il colore sparisce perché non è adatto al pH del sapone.
Non è vero che il sapone industriale sia fatto con tensioattivi già pronti. In realtà è molto meglio il sapone industriale che quello fatto a mano perché a livello industriale si usano gli stessi grassi che usi tu (certo loro usano anche grassi animali) però hanno un sistema per "lavare" il sapone almeno due tre volte prima di passare alla formatura e questo assicura che la glicerina viene tolta ed anche le impurità normalmente presenti nei grassi. Con la tecnica della saponificazione a freddo il lavaggio con lisciva non avviene e questo, a mio avviso, è un guaio.
Non è neppure vero che ti rimanga il 25% di glicerina dentro il sapone perché i pesi molecolari della glicerina e dei tre acidi grassi non sono uguali.
Insomma per fare bene il sapone serve prima di tutto usare un recipiente che si possa scaldare, poi si deve mettere, sotto agitazione la soda caustica fino a completa neutralizzazione e far bollire per alcune ore insufflando del vapore. Poi si lascia riposare per una notte ed il giorno dopo si scarica la parte bassa (acqua più glicerina e schifezze varie) e si riscalda con l'aggiunta di una soluzione al 15% di sodio cloruro e si immette vapore per un'altra mezza giornata. Il giorno dopo si scarica e si rilava. Solo dopo queste operazioni avremo allontanato le impurità, l'eccesso di soda ed il sapone sarà perfetto. Si aggiunge colore (se proprio vuoi) antiossidanti (altrimenti irrancidisce) e profumo, lo metti negli stampi ed il giuoco è fatto.

 

 

D:
Pongo un quesito e metto in evidenza la mia ignoranza in chimica. Ho saponificato (metodo a freddo) un lotto di sapone di solo olio evo spremuto a freddo ma di circa un 3 anni, ho evidenziato durante la produzione che mentre versavo la soluzione sodica nell’olio ambedue a 44°si è formata subito un’emulsione abbastanza densa durante il mescolamento (non ammassamento) e con l’uso del frullatore ad immersione il nastro si è formato in circa tre minuti (per un solo olio insaturo mi sembrano pochi) la temperatura ambiente era di 12°c lo sconto soda è del 6%, alla pesata dell’olio è stato aggiunto il cublen k 2514. Al taglio nessuna difficoltà, sapone pulito, in superficie solo presenza di goccioline di acqua dovuto penso alla glicerina del sapone. Umidità ambiente 95%. La mia domanda è: cosa è cambiato qualitativamente perché si formasse in breve tempo il nastro di un solo olio insaturo vecchio? oppure esiste un altro motivo che io non riesco ad individuare?


R:

Ho pochi elementi per azzeccare una risposta sensata, quindi ci provo con tutti i benefici dell'inventario possibili.
Un olio insaturo vecchio è "andato su di acidità" quindi parte della tua soda è andata a finire lì e non a saponificare quindi la reazione è stata più veloce del previsto. O, più semplicemente, lo "sconto soda" non è corretto.
Però è molto tirata per i capelli ma non vedo altre ipotesi percorribili.


D:
Ti chiedo solo per arricchire le mie conoscenze con parole adatte alla mia ignoranza in materia, dunque il sapone ottenuto è usabile? se la reazione è avvenuta con la molecola di acidità, quindi è rimasto olio non saponificato il sapone come durezza è ok,''lo sconto soda non è corretto'' in che senso? forse per questo tipo di olio non si può adottare lo sconto soda? scusa questi interrogativi, dimmi come posso saponificare quest'olio per non buttarlo, eventualmente debbo aumentare in eccesso la quantità di soda e di quanto. Sono un poco confuso perché ho sempre usato olio di annata.


R:

Per sapere se lo puoi usare o no dovresti misurare il pH del sapone. Se è troppo alto, superiore a 9,5 non dovresti usarlo perché sarebbe troppo alcalino.
La questione dello sconto soda è che, rispetto alle altre volte, avresti dovuto scontare maggiormente. In questo modo la reazione sarebbe stata identica a quella ottenuta con olio d'annata. Tutto qui.

 

D: Ho preparato la lisciva bollendo per 2 ore una parte di cenere setacciata e 5 di acqua e oggi ho trovato una ricetta per il sapone che però mi ha dato problemi.
Consiste nel miscelare una parte di lisciva con due parti di olio di oliva. Poi bisogna portare a ebollizione a fuoco bassissimo e aggiungere lisciva finché non smette di schiumare.
La prima volta s'è bruciato tutto! La seconda invece sono stata attenta alla fiamma, ma a un certo punto si sono formati come dei granelli finissimi marroni come se si stesse bruciando di nuovo...

http://www.flagoftheplanetearth.org/Con ... eSupport=1
Qui trovate la ricetta (2° metodo per fare un sapone duro con la lisciva)

Mi piaceva l'idea di creare un sapone dal "nulla", senza andare a comprare la soda... Ma adesso non sono sicura che si possa fare... Dove sbaglio?

 


R:

Lo sbaglio è "intrinseco" nel senso che se anche tu fossi riuscita ad ottenere una lisciva decente avresti la brutta sorpresa che non lava quasi nulla e quindi è tempo, energia e risorse, sprecate.

 

D:
se ho capito bene, l'obbiettivo finale NON era quello di fare la lisciva ma di fare un vero e proprio sapone, secondo una delle probabili antiche ricette, che si usavano prima di conoscere la formula di saponificazione con la soda prima con Leblanc (1789) e poi con Chevreul (1823).
Sostanzialmente la reazione di saponificazione si ottiene con sali potassici ottenuti dalla cenere.
Il metodo è complicato soprattutto perché non permette precisione di calcoli. Con l'idrossido di sodio o l'idrossido di potassio è presto fatto: si seguono i coefficienti di saponificazione a seconda del grasso usato.
Tu sai Fabrizio se è possibile fare dei calcoli precisi? In realtà sarebbe carino anche solo come esperienza didattica fare il sapone a partire dalla cenere + oviamente un olio (magari di scarto)


R:

No, non è possibile fare calcoli precisi perché non si conosce la quantità di potassa presente nella cenere. Si potrebbe titolarla in laboratorio ma allora la cosa diventa complicata.

 

D:
Ma un tempo come si faceva, prima ancora che si usasse l'idrossido di sodio o di potassio? A volte veniva e a volte no? Sono curiosa come una scimmiaaaaaa

R:

No, non è che una volta si andava a occhio. Semplicemente si metteva moltissima cenere e poco grasso, in questo modo si era sicuri che tutto il grasso si trasformava in sapone e rimaneva pure un eccesso di alcalinità potassica che aiutava moltissimo il processo di lavaggio.
Ma che lenzuola grigie però!

D:
Da giorni sono alla ricerca di notizie sul metodo di saponificazione "levato su lisciva" ma ho trovato proprio poco.
A dire il vero mi sono confusa ulteriormente perché quello che io pensavo fosse il "levato su lisciva" viene chiamato anche "a caldo".
Qualcuno, credo a torto, lo chiama levato su lisciva anche se è un metodo ad impasto ma si usa anche la lisciva di cenere. Insomma io sono più confusa che mai.
Fino a qualche giorno fa le mie convinzioni erano queste:
Sapone a freddo= sapone ad impasto che portato a nastro e messo in forma richiede una più o meno lunga stagionatura per completare il processo di saponificazione. In questo sapone sono presenti tutti gli elementi contenuti negli ingredienti...sapone, acqua, glicerina, ed eventuali impurità contenute negli ingredienti.
Sapone a caldo= sapone ad impasto che portato a nastro viene cotto (bagnomaria, forno o crok pot) e poi messo in forma . La stagionatura serve solo per far asciugare bene il sapone ....
Anche in questo sapone sono presenti tutti gli elementi contenuti negli ingredienti...sapone, acqua, glicerina, ed eventuali impurità contenute negli ingredienti.
Per tutti e due i metodi la soda viene calcolata in base si SAP e si calcola uno sconto o un eccesso a seconda se il sapone si usa per il corpo o per il bucato e pulizie casa
Sapone levato su lisciva: sapone prodotto facendo reagire soda e grassi a caldo in una piscina di acqua e soda in eccesso. In questa piscina finisce anche l’acqua, la soda non reagita, la glicerina e tutte le impurità presenti. Il sapone viene levato dalla lisciva (a caldo o a freddo) e viene lavato dalle impurità e soda residua. L'acqua tutto ciò che non è sapone e che rimane nella piscina viene buttata via.
Tutti i vecchi metodi del pentolone di rame fatti con miscuglio sia di lisciva di cenere che soda e che non prevede la separazione del sapone dalla soluzione caustica e nessun lavaggio per me sono da considerarsi ad impasto.
Correggetemi se mi sbaglio.

R:

Sì più o meno ci siamo anche se ognuno poi usa delle terminologie diverse ma il senso generale c'è.
Io non sono affatto d'accordo nell'utilizzare il metodo a freddo o quello che tu chiamo a caldo. L'unico vero metodo che fornisce sapone di ottima qualità è quello che io chiamo a caldo cioè con contro lavaggi con salamoia che purificano definitivamente il sapone.


D:

Ciao. Ho già eseguito 2 volte il tuo metodo a caldo più o meno alla lettera. Non ho capito bene se i 2 lavaggi si fanno sempre con la stessa concentrazione di sale o si deve diminuire nel secondo.
Io ho usato oli misti usati +sego bovino (lo finisco e poi ho chiuso col sego). L'ho fatto anche per ottenere un sapone più duro.
Nella prima partita di sapone sono riuscita a vedere e separare la glicerina (almeno io credo fosse lei). Ho fatto delle foto della stratificazione ma non riesco a caricarle (ci studiero'). In pratica prima del 1° lavaggio la glicerina l'avevo già scartata. È normale così oppure ho sbagliato qualcosa? DEVE essere sempre ben separabile la glicerina?

 

R: A me sembra che non hai sbagliato nulla. Anzi va tutto bene.
Riguardo la domanda: "si deve diminuire nel secondo (contenuto di sale): sì, si deve diminuire andando con una salamoia al 5 - 7% mentre al primo passaggio era al 15%.
E' ovvio che durante il primo passaggio tu abbia visto molta glicerina e molte altre impurità. La seconda serve come tocco finale. Attenzione che rimane indispensabile non è un semplice gesto per far apparire più bello il sapone.
Dopo il secondo lavaggio il sapone non avrà più alcalinità libera e sarà bello sodo.

D:

Ho saponificato con metodo a caldo con salamoie e ho proceduto così:
900gr olio oliva
127gr caustica (120,6gr + 6,03gr ossia eccesso del 5%)
1800gr acqua distillata
Ho diluito la soda in pari peso d'acqua, ho aggiunto la soluzione all'olio e ho iniziato lentamente a scaldare su gas piccolo a fiamma bassa. Poco per volta e sempre mescolando ho aggiunto la restante parte dell'acqua bollente quando mi sembrava (ad occhio inesperto) che ne servisse. Nulla di strano fino a 2h di mescola-mescola.
A 2h e 30 avevo finito l'acqua... e il composto in 10 min ha fatto il nastro ed è andato in gel! Una bella mappazza gelatinosa e ambrata non più mescolabile (v.foto). Un po' perplessa perché mi aspettavo una cottura di 5 ore e che il sapone affiorasse dall'acqua il giorno dopo, ho lasciato la palla dov'era. Il giorno dopo ho preso la mappazza e l'ho riaccomodata in soluzione salata al 20% dove ha fatto venire a galla dei bei fiocchi bianchi.
Il secondo giorno ho cotto il tutto al 15%, il terzo giorno al 5%, ho scolato ed ora il sapone sta solidificando in barattoloni da 1kg dello yoghurt pieni di fori per scolare l'eventuale acqua in eccesso.
Vedremo il risultato ma sono comunque molto contenta anche considerato che è la primissima volta che saponifico, intanto domando:


1) deve formarsi la palla-gel alla fine della prima cottura oppure no? ho letto tra i post che il composto deve comunque passare per il gel perché è il momento della saponificazione vera e propria, ma...e le altre 2h e 30 di cottura?! e l'affioramento?!

2) per evitare di dover aggiungere l'acqua bollente ad intervalli, sarebbe possibile diluire la soda con tutta l'acqua prevista, inserire dall'inizio tutta questa soluzione nella fase grassa?
O mettere tutta l'acqua dall'inizio crea dei rischi maggiori di straripamento?

3) Fabrizio, dal punto di vista chimico, oltre alla soda in eccesso, quali sono le sostanze che vengono meglio eliminate in questo metodo a caldo rendendo il sapone finale di qualità più elevata? E quando avviene, durante la cottura con tutta quell'acqua o durante le salamoie? Leggevo che parlavi della glicerina, ma come mai è una sostanza preferibilmente da eliminare?

4) il citrato liquido che faccio io, ci sarebbe un momento sensato in cui metterlo? all'inizio leggevo di no perché viene lavato, alla fine però viene scolato...

R:
1) deve formarsi la palla-gel alla fine della prima cottura oppure no? ho letto tra i post che il composto deve comunque passare per il gel perché è il momento della saponificazione vera e propria, ma...e le altre 2h e 30 di cottura?! e l'affioramento?! Non c'è una regola gel si, gel no. Dipende dal tipo di olio che si utilizza.

2) per evitare di dover aggiungere l'acqua bollente ad intervalli, sarebbe possibile diluire la soda con tutta l'acqua prevista, inserire dall'inizio tutta questa soluzione nella fase grassa? Certo che sì. L'aggiunta un poco alla volta si fa a livello industriale in cui si utilizza vapore acqueo. Ma tu puoi tranquillamente inserire tutto in una sola volta.
O mettere tutta l'acqua dall'inizio crea dei rischi maggiori di straripamento? Questo è eventualmente il solo rischio reale.

3) Fabrizio, dal punto di vista chimico, oltre alla soda in eccesso, quali sono le sostanze che vengono meglio eliminate in questo metodo a caldo rendendo il sapone finale di qualità più elevata? E quando avviene, durante la cottura con tutta quell'acqua o durante le salamoie? Leggevo che parlavi della glicerina, ma come mai è una sostanza preferibilmente da eliminare? Vengono eliminate, con il lavaggio in salamoia, anche le ceneri del sapone ed altre sostanze che hanno sporcato la materia grassa. Un eccesso di glicerina rammollisce talmente tanto il sapone da renderlo inutilizzabile.

4) il citrato liquido che faccio io, ci sarebbe un momento sensato in cui metterlo? all'inizio leggevo di no perché viene lavato, alla fine però viene scolato... Il ragionamento è corretto ed infatti il sequestrante deve essere inserito alla fine di tutto il processo cioè quando non lo si deve più lavare.

 

D:

Cercando in rete ho trovato che il gluconato di sodio e' un sequestrante molto piu' potente del EDTA e dell'etidronato e che ha pure due verdi nel biodizionario.
Sono esatte queste info? Ma si puo' usare nel sapone naturale come antiossidante?

 


R:

E' vero! ma solo se sei a pH 13 altrimenti non funziona quindi è da escludere assolutamente l'uso nei saponi, cosa che peraltro nessuno fa. Se in rete ci fossero notizie più scientificamente sostenute sarebbe meglio.

D:

Nella mia polvere metto: soda, percarbonato, sodio citrato, bicarbonato, acido citrico. Scaglie di marsiglia e candeggina delicata nella vaschetta dopo aver messo la polvere.
Dici che il sequestrante mi potrebbe servire?

R:

Dipende molto dalla durezza dell'acqua della tua zona. Se è molto bassa puoi soprassedere, se è media o alta allora serve.

D:

Per quanto riguarda l'uso nei saponi c’è chi dice che l'etidronato ( che è un sequestrante) deve essere usato insieme all'oleoresina di rosmarino se no non è efficace come antiossidante. Altri dicono che un sequestrante è anche antiossidante e con più è potente come sequestrante con più è alto il potere antiossidante e usano solo l'etidronato, ed ho letto la sua seguente classifica:
Oleoresina di rosmarino potere sequestrante 1
Citrato di sodio potere sequestrante 5
Etidronato di sodio potere sequestrante 1000

Ora le chiedo di stilare una analoga lista per il potere antiossidante:

Oleoresina di rosmarino potere antiossidante x?
Citrato di sodio potere antiossidante x?
Etidronato di sodio potere antiossidante x?
Etidronato di sodio + oleoresina di rosmarino potere antiossidante x?

R:

La questione è leggermente diversa. Il fosfonato è SOLO un sequestrante. Blocca il calcio, il magnesio (e permette al sapone di fare una bella schiuma) ma toglie di mezzo anche il ferro. Ed è questa una azione antiossidante dal momento che il ferro catalizza l'ossidazione degli acidi grassi. Quindi è una azione secondaria.
La risposta alle tue domande è impossibile dato che non conosciamo la quantità di ferro ed altri metalli pesanti contenuti negli acidi grassi che usi. L'unica soluzione è andare per tentativi fino a trovare la dose ideale.

D:
Provo a fare il punto per ciò che riguarda la saponificazione a freddo.
Se uso il gluconato come chelante devo aggiungerlo alla soluzione caustica perché' l'elevata alcalinità gli permette di agire come antiossidante.
Durante la reazione soda-olio quando la soluzione scende sotto pH 13 il gluconato smette di chelare e bisogna sperare che sia riuscito a catturare tutti i metalli degli acidi grassi scontati alla soda.
Se non tutti i metalli negli olio in eccesso saranno stati catturati, la radiazione solare farà da catalizzante al processo di irrancidimento.
Se il ragionamento è giusto resta solo da provare due lotti identici di sapone con il primo l' etidronato e il secondo il gluconato e tenerli al sole per vedere chi si guasta prima.
Dimmi solo se il ragionamento e' giusto o se devo mollare il gluconato.

R:

Fantastico!!! Ragionamento assolutamente corretto. (altroché che non ce la puoi fare. Ce l'hai fatta benissimo).

D;
Mi hanno offerto un 5 litri di olio extra vergine di oliva (raccolto l'anno scorso) con un grado di acidità intorno a 3,5 per l'offerente non è mangiabile e quindi vorrei sapere se quest'olio si può saponificare.

R:

Quello di farne un buon sapone vegetale mi pare una buonissima idea.


D:
Mi ritrovo del sodio benzoato e del potassio sorbato, prossimi alla scadenza che è riportata sui relativi contenitori, fino ad oggi ho preparato la quantità di soluzione che mi è servita al bisogno, ma come ho accennato, per non buttarli vorrei preparare una quantità di soluzione consumando tutto il contenuto, in modo che in futuro attingerei la quantità che mi occorrerebbe, domanda: questa preparazione in soluzione dei due prodotti dura nel tempo? ne verrebbe fuori circa un tre litri al 10%.
R:
Stai tranquillo che le date di scadenza sono veramente opinabili e messe lì solo perchè si tratta di prodotti di grado farmaceutico ed una scadenza la devono avere per forza ma non ti preoccupare che faranno benissimo il loro dovere anche tra alcuni anni (nel frattempo li avrai terminati, mi auguro).


D:

Anche io ho fatto il mio primo sapone in casa ! L'aspetto è ottimo, ma avendolo fatto soltanto con olio di oliva ho saputo dopo che ci vuole almeno un anno di "stagionatura" prima di poterlo usare...e non fa quasi schiuma...ma per fare i saponi, ci vuole l'aggiunta di olio di cocco, che in italia costa molto!

R:
Non è vero che serva un anno di stagionatura, se il sapone è fatto bene funziona da subito.
Non è vero che, se è fatto bene, non faccia schiuma. Il tuo problema è che non hai saponificato bene o non hai saponificato tutto e quindi hai ancora un tot di olio di oliva libero che abbatte la schiuma (e non lava nulla).
Non è vero che l'olio di cocco sia indispensabile.


D:

Ho trovato una ricetta in cui al posto dell'acqua viene utilizzato aceto neutralizzato con bicarbonato, nella ricetta viene detto che il potere pulente viene così accresciuto, la parte grassa è costituita da olio d'oliva. Non c'è sconto soda. Ho provato a farlo ed effettivamente il sapone è più duro, quindi più facile da grattugiare soprattutto quando è fresco.
Vale la pena di sostituire l'acqua in questo modo per preparare un sapone da utilizzare per preparare il Sonia e Sartana?

R:

Questa è una sciocchezza cosmica. Potresti chiedere a chi ha detto questa cosa, su quali principi scientifici si basa la sua affermazione? L'acetato di sodio che si forma per reazione tra aceto e bicarbonato non serve a nulla non ha una funzione detergente o sequestrante o altro di interesse. Quindi se una cosa non serve si inquina e non si ha nulla di più. Non mi sembra, ripeto, una grande idea. O no?

D:
Ho comprato il fiore di zolfo, ma essendo in fase di sperimentazione mi è sorto un dubbio: il fiore di zolfo in polvere va versato così com'è, al nastro o mescolato e diluito nell'olio che aggiungo al nastro (metodo a freddo) mentre col metodo a caldo va versato nell'ultimo trattamento prima di versarlo nello stampo sempre tal quale o mescolato all'olio nutriente. Nei due metodi che % mi consigli io sono propensa per 1% sul totale oli da saponificare. Come posso fare per evitare eventuale pasticcio? E’un'esperienza che mi attira.

R:

In realtà puoi fare sia l'una che l'altra cosa. Se metti lo zolfo nell'olio esso si disperderà e non lo "vedi" più. Se invece lo metti nel nastro vedrai dei bei pallini di zolfo.
Dipende dall'effetto ottico che vuoi ottenere.

D:
Vediamo se ti ho capito, se lo diluisco nell'olio che aggiungo al nastro non lo vedo ma il suo effetto resta nel sapone comunque, se lo aggiungo tal quale sempre al nastro resterà a palline quindi non uniformemente disciolto nella massa giusto? ma l'effetto penso è meno incisivo di essere disciolto in olio, sbaglio? in riferimento all'effetto ottico poco mi interessa  perché è la sostanza che cerco,non mi indichi se l'1% di fiori di zolfo è poco o e il max che posso mettere riferito al metodo a freddo ed al metodo a caldo.

R:

Tutto giusto. Dipende da te. Di saponi allo zolfo ce ne sono vari tipi con percentuali fino al 3% ma io partirei con l'1% come hai deciso tu.

D:
Volevo ricomprare dei fiori di zolfo, ma mi è stato offerto come pronta consegna, dello zolfo colloidale perché si può usare come i fiori (così mi è stato detto, io ho frenato per poca fiducia al rivenditore) per cui prima di fare l'acquisto vorrei sapere se potrei usarlo cosi come ho fatto con i fiori di zolfo rispettando sempre i dosaggi, o si devono usare altre percentuali, ha lo stesso effetto dei fiori?

R: Sì, zolfo colloidale o fiori di zolfo hanno la stessa azione quindi li puoi usare indifferentemente.

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